“Una possibilità, non un miracolo: Saida Luce”

Cosa significa davvero prendersi cura,
quando l’esito non è garantito

Ci sono foto che fanno male.

E poi ci sono foto che, pur facendo male, ti ricordano perché non puoi smettere di esserci.

Sotto quella coperta c’è Saida Luce.

Sta lottando tra la vita e la morte dopo aver probabilmente pagato il prezzo più alto per il divertimento idiota e crudele di qualcuno.

Una lotta ingiusta, violenta, che non dovrebbe esistere.

Eppure questa foto non parla solo di dolore.

Parla di dolcezza, di forza silenziosa, di qualcosa di profondamente sacro.

Accanto a lei c’è Nino Linguapenzola.

È lì, al suo fianco. Con lei. Per lei.

Non può fare miracoli, ma può fare la cosa più importante: non lasciarla sola.

Qualunque direzione Saida scelga, Nino è lì ad accompagnarla.

Saida ha lanciato la sua moneta: da un lato la vita, dall’altro la morte.

Noi non sappiamo come andrà.

Ma sappiamo una cosa: questa possibilità se la sta giocando fino in fondo.

Per darle questa possibilità servono cure continue, farmaci, controlli, un via vai costante tra la clinica di Marrakech e il rifugio di Pan.

È un impegno grande, concreto, quotidiano.

Se senti di voler essere parte di questo cerchio, anche solo con un piccolo gesto, sappi che ogni aiuto conta davvero.

È così che si tiene aperta una porta.

È così che si dice a Saida Luce: non sei sola.

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Grazie ❤️🐾

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